La crisi, il web e il nuovo advertising.
2 lug

Immagine da francisanderson blog
Sempre più spesso si sente parlare di marketing non convenzionale, guerrilla, viral, e altre forme di comunicazione. E’ vero infatti che negli ultimi tempi si è avvertita l’esigenza di rivedere i metodi di comunicazione tra azienda e cliente. Un’esigenza causata da due aspetti fondamentali:
1) la crisi economica cha ha costretto le aziende ad esplorare nuovi metodi di comunicazione più efficaci e meno dispendiosi;
2) l’improvvisa diffusione delle nuove tecnologie web 2.0, dai social network alle applicazioni low cost.
1) La crisi: un momento difficile o un’occasione per l’innovazione?
I consumi vanno a rilento, gli investimenti calano, ma l’azienda non può permettersi di azzerare il proprio investimento in comunicazione. Come fare per aumentare la propria brand awareness in un momento come questo? Logico inventare nuovi sistemi, nuovi canali più efficaci, più performanti, più economici. Forse proprio da questa difficoltà economica nasce tutto il filone del marketing alternativo. La situazione era comunque nell’aria e già da qualche anno si sono cominciate a sperimentare tecniche innovative che hanno dato ragione nel tempo a chi le ha affinate. Il risultato? L’ultimo premio vinto da Armando Testa a Cannes è proprio una campagna per Baci Perugina non convenzionale cha ha fatto uso di diversi espedienti e strumenti che nemmeno esistevano qualche anno fa: youtube, facebook, marketing virale. In 10 giorni Baci Perugina ha incrementato le proprie vendite del 11% in un mercato che era a -8%
2) Web 2.0: la comunicazione diventa conversazione.
Con i social network e la crescente accessibilità a strumenti web di condivisione, la voce del consumatore ha oggi più potere di prima. Chiunque può sprimere un giudizio su un prodotto, un servizio, un marchio ed avere accesso ad una platea numerosa e in continua ascesa. Inoltre la tendenza che si sta affermando in questi ultimi anni dimostra come in internet i consumatori tendano ad aggregarsi attorno a gruppi di appartenenza ben distinti e specifici, proprio per discutere di argomenti ed interessi mirati. Accade così che un blog possa raggiungere risultati strabilianti in termini di audience, diventare il punto di riferimento per un settore specifico e dare veri e propri grattacapi alle aziende. Come nel caso “Dell Sucks” dove a causa di un semplice articolo di lamentele apparso su un blog personale, è nata una protesta planetaria nei confronti dell’impresa di computer Dell. L’iniziativa ha acquisito in breve tempo un’importanza tale da obbligare la stessa Dell a ripensare il rapporto coi propri consumatori (per approfondimenti vi rimandiamo allo slideshow Barilla qui sotto).
Allora perché non creare uno spazio per i consumatori dove poter dialogare con loro e ascoltare cosa hanno da dirci? Grazie a questa rivoluzione tecnologica (e forse anche sociale) l’azienda potrà interagire con i propri clienti rispondendo alle loro richieste, dubbi o lamentele. Il web 2.0 non è una minaccia bensì può risultare una nuova possibilità di interazione e crescita reciproca tra brand e consumatore. Per chiarire il concetto vi invitiamo a visitare il sito www.nelmulinochevorrei.it/ di Mulino Bianco. Il coraggio di Barilla è stato premiato perché questo progetto, pioneristico in Italia, è stato un successo di numeri e di idee.
Ecco le motivazioni del progetto:
Nella prossima puntata approfondiremo il significato di guerrilla marketing e viral marketing. Due nuovi strumenti di sicuro interesse ma ancora poco chiari ai più.

